L’intestino felice

“Ditemi perché c’è un dirigibile marrone senza elica e timone dentro me”
Elio e le storie tese – Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)

L’Intestino felice = Elio e le storie tese + Still Life + vellutata porri e patate

La madeleine di oggi è atipica. Non è un romanzo, non è neanche narrativa, ma è un libro di divulgazione medica. Sto parlando de L’intestino felice di Giulia Enders, una giovanissima futura gastroenterologa tedesca. Il libro, uscito nel novembre 2014 ed edito in Italia da Sonzogno, è diventato un caso letterario in tutte le nazioni in cui è stato pubblicato. E per fortuna aggiungerei.
Confesso il mio scetticismo al momento dell’acquisto. Sempre più spesso dietro ai bestseller si nascondono dei libri pessimi, ma con mia grande sorpresa non è stato questo il caso e sono contenta di essere andata oltre il pregiudizio.

Il libro parte da un’esperienza personale della scrittrice: durante l’adolescenza viene colpita da una malattia per la quale i medici non riuscivano a trovare la cura giusta. Lintestino-felice905Solo informandosi e studiando è riuscita a capire quale fosse il suo problema: un disequilibrio nelle attività del secondo cervello, ovvero dell’intestino. Un problema che la Enders dice può essere alla radice di diverse delle tante patologie che affliggono gli uomini. E così il libro diventa un viaggio in una parte sconosciuta del corpo. Giulia Enders diventa la nostra Virgilio, e noi, come Dante, ci facciamo guidare nella discesa lungo tutto l’apparato digerente, soffermandoci di volta in volta a scoprire le funzioni degli organi, dei batteri, degli enzimi, delle proteine, di tutto quel mondo spesso ignorato perché considerato disgustoso; senza il quale però, il paradiso, cioè il cervello, non potrebbe ragionare.

Come possiamo quindi garantirci un intestino bello e un cervello sempre sveglio? Ovviamente con il cibo che scegliamo di mangiare. Non si sponsorizzano però né diete né digiuni. La parola d’ordine è solo una: consapevolezza.
Sento, quindi penso, dunque sono. La massima di Cartesio si allunga per dare spazio anche alle richieste della pancia. Il “Ho voglia di qualcosa di buono” della pubblicità, si traduce nell’ascolto dell’intestino, nella comprensione di quali cibi il nostro corpo necessita per funzionare al meglio. Va da sé che se sentite sempre l’esigenza di mangiare maxibon e pringles, qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.  Ma quando scoprirete qual è il vostro cibo prebiotico preferito, nessuno vi fermerà più.

Il cibo è quindi un compagno, un alleato che si modifica a seconda delle varie fasi della nostra vita. E un film recente in cui questo rapporto, positivo e mutevole, viene descritto splendidamente è Still Life. Il regista Uberto Pasolini ci fa conoscere un uomo la cui vita sta per essere rivoluzionata, sia nella quotidianità che nelle abitudini alimentari. Con estrema delicatezza e in punta di piedi il cibo è il protagonista ombra del film. Qui ne parlo approfonditamente.

Ora, però, veniamo al dunque. Perché il libro viene spesso citato nelle conversazioni con un altro nome: quel libro là, quello sulla cacca. Effettivamente si parla di quella cosa lì, ma meno di quanto si creda. D’altronde anche i moschettieri di Dumas sono passati alla storia come quelli di “Tutti per uno, uno per tutti”, ma nelle migliaia di pagine che compongono la trilogia questo motto appare, andando a memoria, forse solo una volta.
Tornando al libro, la pupù in quanto tale viene trattata per poche pagine rispetto ad altre tematiche. L’interesse degli uomini infatti non dovrebbe essere rivolto a Lei, ma a tutto ciò che accade prima di Lei. E in questo libro ci viene spiegato per filo e per segno il perché della sua oscura presenza. La domanda che oggi fa da sottotitolo e che gli Elio e le storie tese pongono ormai da trent’anni trova quindi in questo libro la sua risposta. Ma altre problematiche fisiche che il gruppo milanese ha trattato nelle proprie canzoni possono trovare una loro spiegazione. Propongo due canzoni esemplificative.

La prima è Gargaroz, canzone sulla gola cronicamente infiammata a causa dell’assenza delle tonsille. La Enders spiega che i mal di gola, bruciori di gola che non passan mai sono spesso dovuti a una operazione chirurgica prematura. Solo dopo i 7 anni di età infatti, il nostro sistema immunitario è venuto a contatto con i germi più comuni ed è diventato abbastanza forte da difendersi. Le tonsille servono a fare la selezione all’ingresso quando virus e compagnia arrivano nella bocca, se vengono levate prima del tempo il sistema immunitario non potrà mai avere la lista completa dei nemici. Se i buttafuori se ne vanno prima che gli ospiti siano stati verificati tutti, la festa sarà un disastro e giù nel gargaroz arriverà il diavoloz.

La seconda è Cateto, canzone immotivatamente sottovalutata pur essendo, a parer mio, una delle più riuscite del complessino. I protagonisti sono un ragazzo e una ragazza (la cui voce è di Paola Tovaglia) affetti da due surreali patologie della pelle. Se avessero avuto la possibilità di leggere il libro della Enders forse avrebbero scoperto di soffrire di un qualche disequilibrio della flora intestinale e le loro vite sarebbero state più serene.

Dato che quando si arriva alla fine del libro si sente per prima cosa l’esigenza di depurarsi in toto, vi lascio con la ricetta di una vellutata buonissima e sanissima, ottima per l’arrivo dell’autunno. È tratta dal delizioso libro di Stefano Bicocchi, in arte Vito, È pronto in tavola.

Ingredienti per 4 persone: 6 porri, 6 patate, 1 cipolla, 1 ciuffetto di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 1 carota, 1 costa di sedano, qualche foglia di basilico, 1 litro d’acqua, 4 cucchiai di olio d’oliva, qb di sale e pepe, crostini di pane
Preparazione: Tritare cipolla, aglio, carota, sedano e prezzemolo e far soffriggere nell’olio in una casseruola. Tagliare i porri a rondelle e far cuocere nel soffritto per 10 minuti. Tagliare le patate a cubetti e aggiungerle insieme all’acqua, al basilico, al sale e al pepe nella casseruola. Far cuocere finché le patate non sono tenere. Passare tutto col frullatore o col mixer a immersione, aggiungere i crostini e mangiare.
Buon appetito!

Riferimenti temporali
Giulia Enders, L’intestino felice, 2014
Uberto Pasolini,Still Life, 2013
Elio e le storie tese, Gargaroz, 2008
Elio e le storie tese, Cateto, 1989

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