I Malavoglia

“All life we work, but work is a bore.
If life is for livin’ then what’s livin’ for?”
The Kinks – Oklahoma USA

I Malavoglia = The Kinks + Gioventù bruciata + Marmellata di nespole

Per i cinesi l’ideogramma che ha il significato di crisi significa anche opportunità: da un qualcosa di apparentemente finito, distrutto, può perciò nascere qualcosa di positivo. 
Per gli isolani, il mare è come un ideogramma dal doppio significato. Uno è quello di blocco, freno, di termine della terra conoscibile. L’altro, che gli fa da contrappeso, è quello di mistero, scoperta, opportunità meravigliose celate dall’orizzonte.
C’è però una brutta notizia: la storia del doppio significato dell’ideogramma cinese è una bufala di internet. Crisi ha un ideogramma, opportunità ne ha un altro. Allora è da considerarsi una bufala anche la faccenda dell’orizzonte marino che preclude allo sguardo avventure inimmaginabili? A leggere Giovanni Verga si direbbe di sì. IMG_20151012_161652Nel linguaggio de I Malavoglia, libro pubblicato nel 1881 e madeleine di oggi, il mare ha il solo significato di limite. Gli viene semmai concesso di avere solo un sinonimo: il lavoro. Per gli abitanti di Aci Trezza, paese sulle coste catanesi in cui è ambientato il romanzo verista, il mare è una fonte di sostentamento, di tanta fatica e di incerto guadagno. Quella linea dell’orizzonte, vista e rivista ogni giorno, è ormai entrata nei loro occhi a furia di guardarla, imponendogli di accettare il limite: accettare il proprio posto e rimanerci. 
Così è sempre stato anche per la famiglia di Padron ‘Ntoni, nonno e capo dei Malavoglia. Per lui il mare è un compagno di lavoro, non di sogni; gli occhi devono stare bassi, a cercare sotto la superficie delle onde i pesci. Ma ecco che sulla scena irrompono i giovani della famiglia a soverchiare questa tendenza: vogliono sfidare l’orizzonte, acchiappare opportunità e migliorare la loro vita. 
Verga, nella costruzione del romanzo e dell’incompiuto Ciclo dei Vinti, sembra basarsi ante litteram sulla crudele piramide dei bisogni di Maslow. Apparsa nel 1954, questa piramide riduce a una scalata di gradini il soddisfacimento dei differenti bisogni dell’uomo. Non appena viene soddisfatto un tipo di bisogno, si avverte la necessità di soddisfarne degli altri, considerati più importanti. Si può immaginare che la famiglia Malavoglia sia posizionata tra il primo e il secondo gradino, nella piena soddisfazione dei bisogni fisiologici e di sicurezza. Le lontane voci di progresso, di benessere ottenibile che arrivano da oltremare, minano però la loro tranquillità e fanno scattare nel maggiore dei nipoti, che porta il nome del nonno ‘Ntoni, la voglia di salire al terzo gradino, quello dell’appartenenza alla società, e aspirare al quarto, quello della stima da parte della  società. La sua ambizione lo trasforma in un ribelle, in un attaccabrighe; vorrebbe essere considerato un adulto, ma rifiuta qualsiasi forma di lavoro. Diventa così una nuova fonte di preoccupazioni per la sua famiglia, già in equilibrio precario. ‘Ntoni ricorda Jim Stark, il protagonista di Gioventù bruciata interpretato da James Dean. Nel film il ragazzo incarna tutti i dubbi e tutte le speranze dei giovani americani nel dopoguerra, nel mondo che sta cambiando sotto la spinta del boom economico. La TV e il rock’n’roll offrono nuovi stimoli incomprensibili per i genitori, ma basilari per i giovani. Jim Stark, perso, reagisce come ‘Ntoni, diventando un ribelle e un attaccabrighe. Entrambi poi, sembrano avere una predilezione per le risse coi coltelli.

Anche la sorella di ‘Ntoni, Mena, si sente costretta nei confini imposti dalla famiglia patriarcale. Non ha l’animo impetuoso del fratello e accetta, seppure a malincuore, la vita che le è stata assegnata. Mentre lavora al telaio però, sogna. Lavora e sogna. Se fosse nata qualche decennio più tardi avrebbe trovato forse consolazione in Oklahoma USA del gruppo inglese The Kinks. Nella canzone, dolcissima, i sogni a occhi aperti di una giovane operaia, narrati dalla voce di Ray Davies, si contrastano con la quotidianità del lavoro in fabbrica, interpretata dall’incedere ripetitivo del piano.

A fare da contorno alle vicende sfortunate della famiglia Malavoglia ci sono gli abitanti di Aci Trezza. Verga li inserisce nella narrazione attraverso la struttura circolare, una tecnica della poesia per cui i versi iniziali vengono ripresi in quelli finali. Il dialogo tra un Malavoglia e un loro vicino è l’inizio, si passano poi in rassegna, tramite la teoria dei gradi di separazione, le vicende di tutti gli abitanti e si torna infine al dialogo tra un vicino e un Malavoglia. Il libro risulta quindi pieno di voci, di opinioni, di giudizi. Le voci che contano di più sono quelle delle donne, delle comari che passano le giornate ad aggiornare le schede dei profili di tutti quanti, alla ricerca di un buon marito per loro o per le figlie. Commentano, giudicano, si lamentano. E gli uomini? Gli uomini si lamentano delle donne che si lamentano. Come nel classico del blues Naggin’ Woman, scritto da Jimmy Anderson e ripreso dai Kinks nel loro secondo album. È cantato dal chitarrista, Dave Davies, all’epoca giovanissimo. La sua voce appare incerta, si confronta con argomenti a lui poco noti e che prende per veri. Imita il bluesman, come le comari e i loro mariti imitano i comportamenti dei genitori e degli avi, interpretandone le parti senza chiedersi se siano giuste o sbagliate.

I Malavoglia è un libro sulla preservazione. La famiglia di Padron ‘Ntoni ha conosciuto tanti dolori, e quelle poche gioie che gli sono state concesse sono tutte legate ai tempi in cui gli equilibri erano saldi e le tradizioni conservate. La loro casa è il simbolo di tutto ciò: all’ombra del nespolo, l’albero tanto caro alla famiglia, si celebravano i momenti dedicati al riposo, alla festa, ai canti, semplicemente alla famiglia. Padron ‘Ntoni trova la forza per tirare avanti in quei momenti, ripescandoli nei suoi ricordi, cogliendoli come nespole. La ricetta di oggi è quindi una ricetta conservativa: la marmellata di nespole.
Ingredienti: 2,5 kg di polpa di nespole, 1 kg di zucchero di canna, 2 bicchieri d’acqua, 2 limoni.nespole
Procedimento: mettere la polpa in una pentola capiente, aggiungere l’acqua e il succo di un limone e far cuocere per mezz’ora. Aggiungere quindi lo zucchero e il succo del secondo limone e far cuocere per un’altra mezz’ora. Versare la composta ancora bollente nei vasetti sterilizzati. Chiudere bene con i coperchi, capovolgere i vasetti per creare il sottovuoto e conservare al buio finché la marmellata non si sarà raffreddata.
Buon appetito!

Riferimenti temporali
Giovanni Verga, I Malavoglia, 1881
Nicholas Ray, Gioventù bruciata, 1955
The Kinks, Oklahoma USA, 1971
The Kinks, Naggin’ woman, 1965

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