Follia

“Aveva imparato a fidarsi di lui. Senza una ragione al mondo, ovviamente, o forse proprio per questo, sì, perché si stava convincendo che la fiducia, e la speranza e l’amore sono tali in quanto nascono e crescono a dispetto della ragione.”
Patrick McGrath – Follia

Follia = The Ronettes + La sposa turca + Arrosto di vitello alla birra

Si può scrivere della malattia mentale? Può il caos di una psicosi o di una paranoia essere affrontato da una disciplina che richiede ordine e coerenza come fa la scrittura? Possono le regole della sintassi e della grammatica esprimere i turbamenti vorticosi della mente umana? Sì, grazie a un genere letterario che da qualche secolo riesce a dare voce alla confusione della psiche: il gotico.
Edgar Allan Poe, che donava le parole agli incubi e alle paranoie dei suoi personaggi, e Sylvia Plath, che descriveva ossessivamente la propria malattia, sono due dei più importanti rappresentanti del genere. A continuare la tradizione gotica oggi c’è lo scrittore inglese Patrick McGrath, con i suoi romanzi incentrati sulle malattie mentali e i disturbi psichiatrici. Nei suoi libri il contrasto tra grammatica e caos serve a portare l’ordine nel disordine, a capire che in realtà la follia non è mai arbitraria o casuale nelle manifestazioni. Nel suo libro più famoso, Follia, trasforma il lettore da spettatore esterno a detective psichiatrico. Un detective che dalla narrazione dei fatti sia in grado di decodificare il tormento, capirne gli aspetti e seguirne lo sviluppo. Attraverso l’empatia e la compassione che lo scrittore suscita nel lettore, si può entrare nella complessità delle menti tormentate, comprendere che sono inconsce del loro stato di confusione e dei loro sfoghi, sì imprevedibili, ma mai casuali.
83_follia_1175200540Di fondamentale importanza per la scelta degli argomenti a cui dedicare i suoi libri è stata l’esperienza, vissuta sin da piccolo, di abitare nei pressi del manicomio penitenziario di Broadmoor, nel quale il padre lavorava come sovrintendente medico. Proprio da un ricordo d’infanzia è nato lo spunto per la trama di Follia: la presunta relazione tra la moglie di un medico del penitenziario e un detenuto. La protagonista, Stella, è una casalinga annoiata che trova nel pericoloso Edgar, un artista preda di attacchi di rabbia violentissimi, quelle emozioni estreme che inconsciamente sta cercando. Dopo il loro primo incontro la sua vita e quella della sua famiglia non saranno più le stesse. La reputazione del marito verrà compromessa e Stella stessa cadrà in un vortice di autodistruzione.
Il loro amore, o meglio l’ossessione di Stella per Edgar, nasce dal desiderio di rompere le convenzioni sociali particolarmente alienanti per una donna alla fine degli anni cinquanta; costretta a vivere vicino a un manicomio per rimanere accanto al marito, isolata da qualsiasi forma di vita sociale.
Una situazione simile viene affrontata dalla protagonista del film La sposa turca di Fatih Akin. Una ragazza turco-tedesca, Sibel, non sopporta più le rigide regole familiari e patriarcali, vuole scappare e vivere seguendo i propri desideri. L’unica soluzione che riesce a trovare per diventare finalmente felice è quella di organizzare un matrimonio di facciata che le permetterà di allontanarsi dalla famiglia ed essere una donna libera.

Il pubblico italiano conosce il film con un titolo romantico ed esotico. Il titolo originale, Gegen die Wand/Contro il muro, è tutt’altro che affascinante, ma ovviamente più corretto. I protagonisti della pellicola si ritrovano continuamente davanti a dei vicoli ciechi e l’unica strada che gli è concessa è in discesa, fino ad arrivare al fondo, come in una spirale. E come succede a Stella in Follia: nonostante gli eventi sempre più tragici che le accadranno intorno, la donna resterà convinta della sincerità del suo amore per Edgar e non riuscirà a comprendere perché gli altri non la lascino in pace.

The Ronettes sono state un gruppo vocale nell’America degli anni ’60; uno dei più famosi nel mondo grazie soprattutto alla personalità vulcanica di Veronica Bennette, la voce principale. La sua fama si deve anche alla tragica e spesso violenta storia d’amore con il famigerato produttore musicale Phil Spector. Personaggio artisticamente geniale e allo stesso tempo terrificante (come Edgar), Spector è ormai più famoso per le sue vicende giudiziarie che per i suoi grandi successi da hit parade. Tuttavia alle Ronettes ha regalato i loro brani più riusciti, caratterizzati dal contrasto tra voci squillanti e atmosfere struggenti.

L’amore insensato e ossessivo narrato da McGrath trova un sostegno fedele nell’alcol, che per Stella sarà un vero e proprio amico. Nelle case borghesi degli anni ’50 e ’60 era la norma tenere sempre ben fornito l’armadietto di superalcolici e liquori. Molto spesso però questo rappresentava l’unica via di fuga da un mondo di convenzioni e tabù: dietro famiglie e case all’apparenza perfette, si nascondevano tante casalinghe alcolizzate. La ricetta abbinata a Follia è quindi un arrosto, classico secondo piatto del pranzo domenicale in famiglia, corrotto, però, dalla birra.picthNEcY
Ingredienti: magatello di vitello di circa 2 kg, 80 ml di olio, 20 gr di sale, 160 gr di acqua, 120 gr di birra bionda, 140 gr di vino bianco secco, 15 gr di cipolla, 2 spicchi d’aglio in camicia, 1 rametto di rosmarino, buccia grattugiata e succo di un limone, 4 filetti di alici, un pizzico di pepe e peperoncino, 100 gr di pancetta a cubetti, 1 cucchiaio di aceto di vino bianco, 8 pomodorini ciliegini.
Preparazione: mettere la carne in una casseruola con l’olio caldo e far rosolare da ogni parte per circa 10 minuti. Aggiungere l’acqua, chiudere col coperchio e continuare la cottura per altri 15 minuti. Irrorare poi con il vino e la birra, e alzare la fiamma per far evaporare l’alcol. Unire la cipolla e l’aglio, il succo e la buccia del limone, i filetti di alici, il pepe, la pancetta, l’aceto e i pomodorini. Abbassare la fiamma e lasciare cuocere, sempre con il coperchio, per almeno 1 ora e mezza. Ogni 30 minuti girare la carne per farla insaporire bene da ogni lato. Quando sarà cotto far raffreddare l’arrosto nella pentola per qualche ora. Ricavarne poi delle fettine sottili da disporre sul piatto di portata e da coprire con la salsa ottenuta dal fondo di cottura.
Buon appetito!

Riferimenti temporali
Patrick Mcgrath, Follia, 1996
Fatih Akin, La sposa turca, 2004
The Ronettes, Why don’t they let us fall in love, 1963
The Ronettes, Be my baby, 1963

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