Villette

“Pioveva, soffiava un vento selvaggio, faceva buio pesto. Dentro al dormitorio le donne si raccolsero intorno a una lampada da notte, costernate, pregando ad alta voce. Ma io non potevo rientrare: troppo forte era il piacere di affrontare quell’ora selvaggia, nera e rombante di tuoni che alzavano un’ode che il linguaggio umano non ha mai potuto conoscere; troppo terribile e glorioso lo spettacolo delle nuvole lacerate e trafitte da lampi bianchi e accecanti.”
Charlotte Brontë – Villette

Villette = Alanis Morrisette + Pane e tulipani + Victoria sponge cake

Diceva Charlotte Brontë che Jane Austen era “una scrittrice estranea al campo delle passioni, una intelligente signora, ma molto incompleta”. Effettivamente se si confrontano i romanzi delle tre sorelle Brontë e quelli dell’autrice di Orgoglio e pregiudizio, i primi spiccano sugli altri per lirismo, dialoghi struggenti, amori travagliati e travolgenti. Paradossalmente però, una critica simile a quella rivolta a Jane Austen, venne fatta proprio all’ultima delle opere di Charlotte Brontë: Villette infatti fu sottovalutato dalla critica e venne definito come un romanzo scritto con la testa, non col cuore. Jane Austen avrà riso trionfante sotto i baffi, ma, ahilei, il libro negli ultimi anni si è reso protagonista di una grande rinascita, tanto da essere stato definito un capolavoro. Tra le sue pagine non sono presenti gli accessi irrazionali di Jane Eyre, romanzo simbolo della scrittrice inglese, ma di certo non mancano le emozioni.
coverLa storia prende spunto dal periodo passato dalla Brontë in Belgio. La protagonista, Lucy Snowe, è una giovane riservata e impacciata che abbandona la sua Inghilterra, in cui ormai non ha più niente e nessuno, e si fa strada tra mille difficoltà in una fittizia cittadina belga, Villette appunto, come maestra di inglese in una scuola cattolica femminile. È lei a condurre il lettore alla scoperta dei tanti tipi umani che popolano la scuola e il borgo. Nessuno di loro è totalmente negativo o totalmente positivo. Al lettore non è permesso formulare un giudizio definitivo su nessun personaggio: ciascuno risulterà simpatico o antipatico a seconda del caso. I caratteri dei personaggi vengono svelati pagina dopo pagina; la stessa protagonista sorprende con reazioni e prese di posizione imprevedibili. Durante la lettura si ha la stessa sensazione di quando si scoprono i lati del carattere di una persona conosciuta da poco man mano che la si frequenta. Questo è uno dei segreti che rende Villette coinvolgente: ci si affeziona ai personaggi perché si ha la sensazione di frequentarli. Su tutti spicca Monsieur Paul Emanuel. Oscuro e burbero. Onesto e galantuomo. Simile al Fernando Girasole di Pane e tulipani.

Anche nel film di Silvio Soldini la protagonista è  una donna all’apparenza debole, ignara del mondo, che scappa dall’apatia e, finalmente imponendosi, si costruisce la vita che desidera. Il film ha dei dialoghi divertentissimi, così come sono quelli presenti in Villette. Il libro esce nel 1853, due anni prima della morte di Charlotte Brontë e dopo un periodo per la scrittrice segnato da sofferenze e privazioni. È la sua opera più completa, in cui il lettore può trovare aneddoti autobiografici, romanzati e, qui sta la meraviglia, resi più ricchi e coinvolgenti dal grande lavoro di introspezione fatto dalla scrittrice. Il conquistato distacco dagli eventi ha permesso alla Brontë di costruire una visione matura e unica sulla vita, che, combinata alle sue capacità di scrittrice, ha dato vita a un libro profondo e decisamente ironico. La tragicità di Jane Eyre lascia spazio alla tragicommedia. All’occhio acuto di Lucy Snowe non sfugge nulla; la ragazza non tralascia mai di sottolineare attraverso battute argute e commenti sferzanti la superficialità di certe situazioni mondane e gli imprevisti della quotidianità. Sicuramente avrebbe apprezzato Ironic di Alanis Morissette, la risposta anni ’90 ai paradossi della vita.

L’ironia di Lucy Snowe viene spesso ricondotta dagli altri personaggi alla sua natura inglese. Il confronto tra educazione d’oltremanica ed educazione continentale è alla base di molte controversie e riflessioni all’interno del romanzo. E diventa anche il pretesto per un’analisi approfondita delle differenze tra protestanti e cattolici. Il padre delle sorelle Brontë era un pastore protestante: crebbe i suoi figli sotto i ferrei dettami della dottrina. Per questo agli occhi di Charlotte i cattolici (dell’epoca, s’intende) non erano altro che dei libertini; tra le pagine del libro spuntano delle considerazioni molto dure nei confronti della Chiesa, come questa:
“Qui, come altrove, la Chiesa lottava per far crescere i propri figli robusti nel corpo e deboli nell’anima; grassi, coloriti, sani, gioiosi, ma ignoranti, incapaci di pensare e d’interrogare.”
La cantante canadese Alanis Morissette è stata cresciuta in un ambiente fortemente cattolico. Anche lei non ha mai fatto mistero dei suoi dubbi in materia, riassunti nella canzone Forgiven.

Combattuta tra ragione e sentimento, la protagonista di Villette è l’allegoria della forza di volontà. Consapevole delle proprie qualità e dei propri difetti, si impone nella vita per ottenere quello che le spetta. L’imprevisto per definizione non si può combattere, ma si può superare e si può andare avanti. La stessa Charlotte Brontë  era l’allegoria della forza di volontà. A lei e al suo capolavoro non poteva che essere dedicata la Victoria sponge cake, la torta preferita da una delle regine più determinate d’Inghilterra. 626-84_victoria_sponge_cake
Ingredienti: 170 gr di burro, 170 gr di zucchero, 3 uova, 170 gr di farina, 1 bacca di vaniglia, 1 bustina di lievito, essenza di mandorle, marmellata di fragole, zucchero a velo. Per la crema al burro: 50 gr di burro, 200 gr di zucchero a velo e acqua calda.
Procedimento: mescolare il burro morbido con lo zucchero. Aggiungere le uova, la farina, i semi estratti dalla bacca di vaniglia, il lievito e qualche goccia di essenza di mandorle. Versare il composto in una tortiera e cuocere in forno a 180 gradi per 45-50 minuti. Dopo che la torta sarà cotta, mentre si raffredda preparare la crema mescolando il burro sciolto con lo zucchero a velo e un po’ d’acqua calda. Tagliare la torta a metà e farcire una superficie con la marmellata e l’altra con la crema di burro. Unire le due metà e completare con una spolverata di zucchero a velo.
Buon appetito!

Riferimenti temporali
Charlotte Brontë, Villette, 1853
Silvio Soldini, Pane e tulipani, 2000
Alanis Morissette, Ironic, 1995
Alanis Morissette, Forgiven, 1995

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