Il grillo del focolare

“Enfiei o que pude dentro de um grilo o meu destino”
Manoel de Barros

Il grillo del focolare = R.E.M. + Sequenza iniziale di A Serious Man + caldarroste

La seconda stagione della serie TV The Leftovers inizia dalla presentazione di una nuova famiglia coprotagonista la cui preoccupazione maggiore è rappresentata dalla presenza in casa di un grillo. Il capofamiglia lo cerca e lo ricerca, ma l’insetto non si fa trovare, consapevole, forse, che se mai venisse scovato, verrebbe ucciso. C’era un tempo in cui i grilli erano invece considerati dei portafortuna: averne uno canterino tra le mura di casa era considerato di buon auspicio. In alcuni luoghi si riteneva inoltre che all’interno dei grilli si andassero a rifugiare le anime dei defunti e che quindi il loro canto servisse a proteggere e consigliare la famiglia. Erano insomma la versione nel mondo animale dei Lari, le divinità domestiche latine. downloadDa questa tradizione simbolica prende spunto il romanzo breve di Charles Dickens Il grillo del focolare, scritto nel 1845 e facente parte della serie dei cinque Canti di Natale. La trama è fortemente dickensiana: la vita di un gruppo di brave e povere persone viene sconquassata da un avvenimento che rivoluzionerà il loro futuro. L’arrivo di un vecchietto un po’ sordo e molto silenzioso scatena una serie di equivoci e malumori che solo grazie a un colpo di scena imprevedibile si dissolveranno e lasceranno spazio a un dolcissimo lieto fine. Lieto fine che purtroppo non spetta invece al vecchietto della sequenza iniziale del film A Serious Man.

Come accade nel libro, anche all’inizio del film dei fratelli Coen l’anziano fa la sua apparizione in una notte gelata e desta dei sospetti soltanto nella padrona di casa. Sia il marito del libro sia il marito del film, un po’ sempliciotti, aprono all’ospite le porte delle loro umili dimore senza pensarci su due volte. D’altronde a Natale siamo tutti più buoni. Peccato però che il film non sia ambientato a Natale. E così nemmeno il racconto: gli eventi narrati avvengono infatti a gennaio. Perché allora è uno dei cinque Canti di Natale?
Da grande scrittore qual era, Dickens sparge lungo la narrazione tanti piccoli elementi che risvegliano nella mente del lettore il clima natalizio: uno dei personaggi è un omone che di mestiere consegna pacchi e pacchetti; tutti quanti si preparano alla celebrazione di una festa… Piccole astuzie che nell’insieme vanno a generare quel senso di pace e serenità tipico natalizio. Il medesimo effetto lo ha l’utilizzo delle campanelline da slitta nella canzone At my most beautiful del gruppo americano R.E.M., brano che, come il libro, col Natale non ha nulla a che fare.

Come anticipato prima, il romanzo finisce nel migliore dei modi. Rispetto ad altri lieti fine dickensiani però, ne Il grillo del focolare la dose di letizia è doppia, se non tripla. Nelle ultime pagine si assiste al trionfo della gioia più sbarazzina e incosciente, a un girotondo di felicità e armonia che quasi stordisce. Un po’ quello che si prova quando si ascolta, per intero, Shiny Happy People dei R.E.M., ritenuta la canzone più anomala del gruppo alternative rock proprio per la sua spiccata allegria.

Il grillo del focolare, come gli altri Canti di Natale, nasce con l’intento di far riscoprire gli effetti benefici dei rapporti interpersonali. Attraverso il perdono dei difetti, il superamento dei pregiudizi e delle paure, Dickens ci dice che l’uomo può migliorarsi e trovare la felicità nella condivisione e nella pratica della gentilezza. Un esempio di gesto gentilissimo di condivisione è sicuramente quello di sbucciare le caldarroste roventi per qualcun altro. castagneSe avete un forno e qualche ora a disposizione, con pochi e semplici passaggi potrete assaporare la felicità alla Dickens!
Ingredienti: castagne, acqua.
Procedimento: mettere le castagne a mollo per almeno due ore in una ciotola piena d’acqua. Dopodiché scolarle e asciugarle bene. Inciderle con un coltellino disegnando una X sulla parte concava. Disporle su una placca coperta di carta da forno e cuocerle per circa 35 minuti a 250°. Una volta cotte sistemare le castagne in una ciotola, coprirle con un telo umido e farle riposare per un quarto d’ora.
Buon appetito!

Riferimenti temporali
Charles Dickens, Il grillo del focolare, 1845
Joel e Ethan Coen, A Serious Man, 2009
R.E.M., At my most beautiful, 1998
R.E.M., Shiny Happy People, 1991

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