Notturno cileno

“Se si pensa quanti uomini abbiamo visti, conosciuti, e si considera che per noi hanno significato ben poco, e così noi per loro, che malinconia! Incontriamo il tipo brillante, senza conversare con lui; il dotto, senza imparare; quello che ha viaggiato, senza trarne notizie; l’affettuoso, senza usargli cortesia.”
Goethe – Le affinità elettive

Notturno cileno = Noir Désir + Lo specchio + mostarda di frutta

Per Roberto Calasso tutti i libri pubblicati da un certo editore sono come anelli di un’unica catena, o segmenti di un serpente di libri, o frammenti di un singolo libro formato da tutti i libri pubblicati da quell’editore. È perciò Adelphi la casa editrice naturale dei libri di Roberto Bolaño. Lo scrittore cileno ha fatto  di ogni suo libro il capitolo di una storia, collegando tramite d64086a69d3f81799e8b8f71ba45bf4f5_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyegli echi, dei richiami nascosti tra le righe e i dialoghi, vicende già narrate o ancora da raccontare. Così il “Tutti abbiamo paura di naufragare” della poesia Sión in Detective Selvaggi viene richiamato da quel “Ho esorcizzato naufragi” presente nel risvolto di copertina della recentissima edizione Adelphi di Notturno cileno, l’ultimo romanzo pubblicato da Bolaño quando era ancora in vita.
Per i suoi lettori affezionati questo libro è un nuovo capitolo, un ritorno in terre conosciute e amate per proseguire la narrazione. Lo stesso protagonista del libro, Sebastián Urrutia Lacroix, un prete/critico letterario cileno ormai vicino alla morte, si inserisce subito tra i personaggi più memorabili dell’opera dello scrittore. Dal suo capezzale, in preda ai deliri, fa ritorno attraverso la memoria nei luoghi che ha visitato, rivive situazioni e rincontra persone. Come il protagonista invisibile de Lo Specchio di Andrej Tarkovksij non si presenta in prima persona, ma mostra il suo carattere a poco a poco attraverso i suoi ricordi.

Roberto Bazlen, uno dei fondatori di Adelphi, cercava per la sua casa editrice i libri unici: quei libri in cui subito si riconosce che all’autore è accaduto qualcosa e quel qualcosa ha finito per depositarsi in uno scritto. I libri dello scrittore cileno traggono sempre spunto da vicende che lo hanno coinvolto e grande spazio trovano gli anni della dittatura. Così anche la vita del protagonista Urrutia coincide con il periodo più buio della storia cilena; gli anni di Pinochet però per lui non saranno un dramma: la sua posizione di ecclesiastico e contemporaneamente di critico letterario lo porteranno a contatto con le più alte sfere del governo e a entrare nei salotti più importanti di Santiago. Sentirà e vedrà cose, ma grazie alla scelta di rimanere ieratico, inespressivo, si salverà, evitando infamia e lode. Come la voce di Bertrand Cantat in A l’envers à l’endroit dei Noir Désir, Urrutia si muove tra avvenimenti surreali e a volte orribili, rimanendo intangibile.

Quando si prende in mano Notturno cileno e si sfogliano velocemente le pagine, si rimane sorpresi nel constatare che sono fittissime. Bolaño trasforma le parole in pietre fino a ottenere 125 pagine che appaiono come dei muri, costruiti a secco: non ci sono capitoli, paragrafi, punti e a capo. I muri proteggono la memoria di Urrutia dalla necessaria presa di coscienza. Come nella canzone Des visages des figures, le parole elencate dalla voce non danno indizi sul loro significato, sul perché siano importanti: sono solo delle immagini rimaste nella mente.

Bolaño non è uno scrittore per tutti. L’estrema autenticità del suo lavoro, fa sì che ogni suo libro sia un’epifania per il lettore, un’illuminazione su quanto l’essere umano sia spaventato dal conoscersi. Vediamo la nostra natura come  la mostarda di frutta: picca e quindi si evita, ma superando il dolore del primo assaggio si potrebbe imparare a dosarla, abbinarla nel modo giusto, fino a renderla irrinunciabile. come-preparare-la-mostarda-di-mele-o-frutta_34b4ad9dda23c803b1b9c750070a1050
Ingredienti: zucchero 400 g, essenza di senape 10 gocce, mele 100 g, pere 100 g, ananas 100 g, ciliegie 100 g, albicocche 100 g, pesche 100 g, fichi 50 g, mandarini 100 g, arance 50 g.
Procedimento: togliere i noccioli, tagliare la frutta a pezzi e lasciarla macerare nello zucchero per 24 ore. Dopodiché mettere la frutta in un pentolino con poca acqua, portare a ebollizione e lasciare bollire per 5 minuti. Far riposare nuovamente per 24 ore e ripetere l’operazione precedente per altre due volte facendo attenzione a non coprire mai la pentola durante e dopo la cottura. Una volta ripetute queste operazioni aggiungere la senape al composto, versarlo in alcuni vasetti sterilizzati, chiudere ermeticamente col coperchio e far riposare al buio.
Buon appetito!

Riferimenti temporali:
Roberto Bolaño, Nocturno de Chile, 2000 (trad. di Ilide Carmignani, 2016)
Andrej Tarkovskij, Lo specchio, 1975
Noir Désir, A l’envers à l’endroit, 2001
Noir Désir, Des visages des figures, 2001

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